L'ascesa del nazismo vista da un regista esule

Gli anni in Germania prima della fuga di Douglas Sirk.

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L'ascesa del nazismo vista da un regista esule

Non mi aspettavo che il nazismo durasse, e mi sbagliavo.
Innanzitutto, come molti, non mi aspettavo che arrivassero al potere - e poi, quando ci arrivarono, non mi aspettavo che riuscissero a mantenerlo.

E c’e’ un’altra cosa, e cioè il fatto che avevo incontrato Hitler e me ne ero fatto una pessima opinione. Quando prima del '33 qualcuno mi diceva che i nazisti erano pericolosi rispondevo che si, erano gentaglia, ma che avevo incontrato quel tale signor Hitler e che, ne ero certo, non sarebbe arrivato da nessuna parte.
Ovviamente mi sbagliavo.

Un giorno ricevo una lettera dalla Gestapo che dice che mi devo presentare in centrale il tale giorno alla tale ora.
L’uomo dietro la scrivania mi fa il saluto nazista… e per un po' mi lasciano aspettare, sulle spine, poi vengo chiamato in un ufficio dove trovo un giovane ufficiale della Gestapo molto sicuro di se e piuttosto teatrale che mi dice “Heil Hitler”, mi guarda un pò, poi molto lentamente prende un taccuino dalla tasca, lo apre, e mi guarda di nuovo.
“Detlef Sierk, lei è stato denunciato per i crimini di sostegno alla degenerazione razziale, mancanza d’amore nei confronti della madrepatria, depravazione morale, rifiuto dell’etica nazionalsocialista”.
Avrei dichiarato, mi dice, che la mia idea di paradiso è starmene disteso su un’amaca in un’isola dei mari del Sud con un bicchiere di vino in mano e una bella donna accanto.
Ero stato denunciato perché una volta, sette anni prima, a Brema ero seduto a parlare con i miei attori della nostra idea di paradiso.
Dal momento che avevo parlato di un’isola dei mari del sud, l’ipotetica donna non poteva essere ariana, stare disteso su un’amaca era un segno di quanto disprezzassi il duro lavoro, il bicchiere di vino quanto amassi abbandonarmi alle frivolezze….
Fu uno dei miei attori a denunciarmi, per ingraziarsi il regime.[…]

Erano tempi di grande slealtà.
Furono cosi' tanti a diventare nazisti. […]
All’indomani dell’ascesa al potere dei nazisti metà dei miei attori andava in giro per il teatro con la spilletta nazista all’occhiello.[…]
Gente che conosci da diverso tempo, persone perfettamente razionali, le rivedi letteralmente un paio di settimane dopo a vomitare stronzate hitleriane. […]
Sono successe cose atroci… molte persone di sinistra, compresi alcuni buoni amici o persone con cui lavoravo, diventarono naziste.
In sostanza la grande maggioranza dell’Intellighenzia tedesca non ebrea segui’ Hitler.[…]
I giovani giocarono un ruolo importante nell’ascesa al potere di Hitler.

A Lipsia nei primi mesi del 1930 fui invitato a un ricevimento in qualità di direttore del teatro. Hitler non era nessuno all’epoca, e ricordo chiaramente di aver detto a qualcuno “perché invitano tutti questi sconosciuti come quel nanerottolo di Hitler a una festa come questa?” Ad ogni modo quando misi in scena “Il lago d’argento” i nazisti crearono un be po’ di problemi. Spuntavano in sala per gridare allo scandalo.
Ma si POTEVA ancora andare avanti con lo spettacolo e il pubblico non mancava, tanto che i nazisti non poterono impedire che diventasse un successo.
Cosi inizialmente mi dissi che beh, sarebbe stata dura, ma avremmo potuto comunque farcela.
E’ chiaro che non andò affatto cosi.
Nessuno spettacolo, nessuna canzone poteva arrestare quella marcia verso l’inumanità.

Da: "Lo specchio della vita", libro intervista di Jon Halliday a Douglas Sirk