La menzogna che diventa verità
Le bugie dovrebbero avere le gambe corte
... e invece corrono quando dovrebbero essere stroncate sul nascere.
Altrimenti diventano una valanga inarrestabile.
Tutto questo arrembaggio culturale della destra da noi parte da molto lontano.
Facciamo l'esempio delle Foibe e la "Giornata del ricordo".
Per malposto "amor patrio", per dare un senso di appartenenza ai destri e per una malpostissima "pacificazione nazionale", dalla metà anni 90 in poi (chissà come mai) la destra parlamentare, riabilitata alla politica da Berlusconi e spalleggiata da ampi settori di centro (e qualcuno anche di sinistra), più e più volte ha tentato di creare un precedente per fare da contraltare al 25 Aprile.
Ben due tentativi parlamentari affossati prima di giungere al 2004 anno nel quale viene approvata una proposta di legge che sostanzialmente serviva a condannare i partigiani titini tacciati di pulizia etnica nei confronti degli italiani, incredibilmente omettendo totalmente il fatto che nel ventennio precedente la pulizia etnica l'avevano fatta i fascisti.
Il tutto in favore di un manipolo di post-fascisti imborghesiti che non sapevano a quale mito fondativo appellarsi dato che quello originario è lammerda© e dovevano in qualche modo allontanarsene per non portarsene dietro la puzza.
Il centro-sinistra di allora gli regalò così questa giornata del "ricordo", in pratica un gol a porta vuota, sul quale confluiscono ogni anno tutti gli scemi di destra che si accalcano per sputare veleno e falsità sull'antifascismo e coltivare questo miserabile irredentismo ad est, su terre che i loro stretti referenti politici avevano già messo a ferro e fuoco nel ventennio.
Perché se è pur vero che singoli episodi ci sono stati, essi son poco o nulla rispetto alla efferatezza della violenza fascista che hanno subìto gli slavi croati e jugoslavi nel processo di italianizzazione forzata che assunse (questa si) i connotati di una pulizia etnica, supportata anche dall'apparato di propaganda culturale fascista.
Questo errore politico e storico (che è il vero buonismo "ad cazzum" della sinistra) è divenuto poi uno dei nodi narrativi centrali per rovesciare la frittata e vomitare una quantità di fregnacce colossali, spacciate per verità storica, addosso a tutta la sinistra, nessuno escluso.
Così facendo tocca stare sulla difensiva e controbattere continuamente e incessantemente quando in realtà non ci sarebbe da controbattere proprio nulla.
Proprio perchè le bugie una volta certificate diventano verità storica e vulgata popolare.
Così da più di vent'anni ogni dieci di febbraio ci tocca assistere a questa funzione laica nella quale tutti questi fascisti ripuliti (ma nerissimi dentro) vanno a piangere calde lacrime sugli esuli tridentini e gli infoibati con tanto di alte autorità che si prestano (Presidente della Repubblica in primis) e corone di fiori, interviste, piagnistei, annessi e connessi, mentre tutti i social vengono inondati di cordoglio ipocrita con elenchi e cifre inventate di sana pianta, episodi del tutto falsi (o di fiction vera e propria). Oppure reali ma ingigantiti oltre misura accompagnati da foto false spacciate per vere. Persino foto di partigiani fucilati dai fascisti spacciate per civili uccisi dai cattivi partigiani (incredibile ma vero).
Purtroppo le falsità e i tentativi di revisionismo storico andavano stoppati subito, in modo netto e fermo.
Non si possono tollerare o addirittura certificare le bugie di stampo revisionistico.
E invece no: finisce come all'indomani della sconfitta del fascismo, con l'amnistia.
Un bel collettivo: "VOLEMOSE BENE".
E guarda un po come'è finita.
Il "volemose bene" è tornato indietro col manganello in mano, ecco com'e' finita.