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Le tre stimmate di Palmer Eldritch

"Dio promette la vita eterna, io posso fare di meglio: metterla in commercio"

Le tre stimmate di Palmer Eldritch
Photo by Goashape Studio / Unsplash

The Three Stigmata of Palmer Eldritch (1964) — Philip K. Dick

Per comprendere quel capitalismo estremo del boom economico degli anni 50 negli Stati Uniti che viaggiava a braccetto con il clima politico opprimente e paranoico del Maccartismo, si possono leggere Marcuse, McLuhan e tutta una serie di analisti dalla sociologia alla politica che hanno studiato quel periodo.

Oppure si può leggere P. K. Dick.
E non è una battuta.

Dick riporta in forma magari incompiuta e grezza, quelle che sono le torsioni che vede intorno a lui e le riporta in modalità simboliche e perciò tanto più potenti e capaci di parlare al lettore.
Certamente non era uno studioso ne' un critico della società del consumo eppure meglio di altri cristallizza l'oscena onnipresenza della merce nella società, la sua essenza pop e la sua attrazione e repulsione, la sua "reificazione" direbbero i filososi.
Dick non era uno di loro, addirittura nel tentativo di scrollarsi di dosso la nomea di essere un mezzo comunista sotto acido, travolto anche dalle sue paranoie di persecuzione (era convintissimo di essere seguito, spiato e che l'FBI gli avesse rubato il suo amato e prezioso archivio personale), si mise anche a denunciare colleghi e complotti contro di lui.
Cionondimeno quello che ha scritto e che è rimasto in molti suoi romanzi è un concentrato sublimato pressoche' perfetto di quella che era la "ubiqua" e immanente società del consumo intorno a lui, nella quale il trionfo della merce veniva convertito in oggetti concreti, soggetti essi stessi di feticismo e idolatria.

Basti pensare all'utilizzo del "Catalogo Sidney" in "Do Androids Dreams of Electric Sheep" e il suo minuzioso prezziario di animali simboli di ricchezza e benessere. Qui invece abbiamo il plastico di Perky Pat e ovviamente tutti gli accessori annessi e connessi.
In questo senso le "Tre stimmate di Palmer Eldrich" è il romanzo perfetto (unanimemente considerato un capolavoro) e le sue intuizioni fulminanti, colpiscono in modo chirurgico a distanza di oltre 60 anni dalla sua pubblicazione.

Il romanzo si apre su un pianeta che è diventato un catino rovente e invivibile per via del riscaldamento globale. Le persone vivono al chiuso o sottoterra, in appartamenti costantemente sotto aria condizionata, escono di casa solo con un apparecchio di aria condizionata portatile che consente di sopravvivere solo pochi minuti all'aperto per via delle condizioni inospitali ed estreme.
Chi vive sulla terra è soggetto a ricevere in modo casuale, delle cartoline precetto che costringono gli individui a una emigrazione forzata in altri pianeti o satelliti del sistema solare. In particolare su Marte.

E qui veniamo a una delle prime grandi intuizioni del romanzo: cosa c'e' infatti di più simbolico e pop di una coppia di bambole: Pat e Walt (il riferimento è ovviamente a Barbie e Ken) che servono quale mezzo di fuga da una vita ordinaria, quando non addirittura insopportabile, come quella dei coloni su Marte?

Infatti il desiderio di ogni colono marziano è quello di costruire un plastico realistico di Perky Pat con le sue mini-stoviglie, mini-car, vestitini e costumi, accessori, suppellettili ecc che funga da tramite per l'esperienza di fuga totale dalla realtà, coadiuvata dalla droga, il Can-D (una chiara assonanza con le caramelle: "candy") che permette una "traslazione", cioè un sogno iper-realistico collettivo dove il gruppo esperisce direttamente l'immaginario pop desiderato prendendo le sembianze di questi due giovani perfetti in un mondo perfetto.
Un paradiso perfetto nel quale quasi come in un vivido gioco realistico in soggettiva, gli uomini devono gestire il corpo di Walt mentre le donne quello di Pat. Un paradiso che svanisce con l'effetto della droga e quindi ogni volta perduto, in quello che è un evidente sogno e desiderio sempre mortificato e represso.

Questa esperienza allucinatoria collettiva nella quale si vive la terra di un tempo (una gita al mare, in una specie di eden per due personaggi) diventa pressochè mistica e vissuta come una benedizione e una maledizione (poiche' temporanea), allo stesso tempo, possiede una sua liturgia ben precisa, ha dei costi (più oggetti si possono comprare più completa sarà l'esperienza) e crea dipendenza dato che al risveglio i coloni tornano indietro mestamente alla realtà del "tugurio": l'abitazione collettiva dei gruppi di coloni.
La realtà nella quale infatti i coloni vivono e si risvegliano, è quella di un pianeta Marte inospitale, colonizzato forzatamente, nel quale le attrezzature e le cose si rompono e sono soggette a guasti, le coltivazioni stentano e non producono niente e il senso di un ineluttabile destino di inutile fatica grava su tutti, non diversamente da come accadeva in "Noi Marziani".

white blue and orange medication pill
Photo by Myriam Zilles / Unsplash

La droga necessaria a questa traslazione, il Can-d viene fornita sottobanco direttamente dalle corporazioni che hanno il monopolio dei manufatti anch'essi necessari a indurre il sogno collettivo.

Dick introduce anche differenze di vedute sull'esperienza tra coloni "sensualisti" e credenti della "traslazione". I primi orientati a godere del sogno collettivo senza farsi troppe domande, i secondi che credono trattarsi di una esperienza mistica nel quale la perdita del proprio corpo fa seguito anche alla cancellazione delle proprie colpe e dei propri peccati.
Queste dimensione para-religiosa poi sarà importante con l'arrivo sulla scena di Palmer Eldritch.

Dick, come sempre, fa vivere i suoi personaggi in una indeterminatezza nella quale non ci sono punti di riferimento, a partire dai dati stessi: la temperatura esterna viene misurata in "wagner", al posto del denaro si usano le bucce di tartufo (unico elemento organico non falsificabile o riproducibile), il ritiro dei ghiacciai è misurato in "grable", l'umidità in "selkirk".

A questo si aggiunge un protagonista Barney Mayerson, il cui cognome è continuamente soggetto a errore (a sottolineare una identità confusa) e le cui azioni si configurano, comunque le si veda, come un destino incombente a cui è difficile, se non impossibile, sottrarsi, nonostante le capacità "precog" (precognitive: un elemento ricorrente in Dick), che dispiegano davanti a se molteplici futuri probabili, ma che alla fine non servono a molto di fronte alla minaccia costituita da Palmer Eldritch.
Mayerson, si porta dietro una scatola parlante che è uno psichiatra portatile: ossessione di Dick nelle ossessioni del secolo... la paranoia costante e la malattia mentale come elemento sociale ricorrente in un mondo preda di nevrosi collettive.
Curiosamente anche qui un elemento ricorrente nell'autore, pensiamo per esempio alle scatole empatiche e al culto di Mercer sempre in "Do Androids Dreams of Electric Sheep".
Altro elemento di suddivisione delle classi sociali, la Terapia E: una terapia genica di aumento delle facoltà intellettive molto rischiosa e ad appannaggio delle persone molto ricche, un po come in "Scorrete lacrime" il protagonista apparteneva a un numero ristretto di persone che avevano operato sul proprio patrimonio genetico aumentando le proprie capacità e doti.

Mayerson è un precog incaricato nella società di Leo Bulero la Plastici P.P., di valutare i manufatti da vendere ai coloni marziani come nuovi oggetti da inserire nei plastici di Perky Pat, ha ricevuto la cartolina precetto e segretamente si pente di aver lasciato la moglie da cui ha divorziato che è una artista che produce e plasma nuovi modellini per il mondo di Perky Pat.
Leo dispone anche di una rete clandestina di spaccio della droga di traslazione necessaria perchè i plastici possano diventare un mondo vero e proprio per chi si sottopone all'esperienza.

Questi sono i dati e il materiale di partenza che circondano la storia e in cui si innesta il romanzo.

In questo scenario compare Palmer Eldritch.
Eldritch è un personaggio leggendario, un miliardario eccentrico (che oggi potrebbe ricordare Elon Musk), che ha operato su di se dei miglioramenti corporei come un braccio bionico, un paio di occhi artificiali Luxvid e dei denti di acciaio Inox. Questi tre segni (o stimmate) saranno un elemento distintivo e ricorrente.

E' partito anni prima per un viaggio verso Proxima Centauri per intraprendere scambi commerciali con gli alieni e adesso è tornato anche se rimane nascosto e in un alone di mistero.

Cosa o chi ha incontrato Eldritch nel suo viaggio? Perchè si nasconde? Quale è questa nuova droga che si dice abbia portato con sé?

Quella che sembra una guerra commerciale a Leo Bulero assume i contorni apodittici e mistici di un incubo e una esperienza tramite questa nuova droga, il Chew-Z (qui l'assonanza è con "chewing") che è ancora più profonda e terribilmente reale rispetto a quella precedente, al punto di spezzare la barriera di separazione tra ciò che è e ciò che non è, infrangendo il tessuto della realtà.

Una volta che Leo proverà suo malgrado questa droga passerà attraverso una vivida allucinazione che è reale come fino alle sue estreme conseguenze. Tutto ciò che esperisce infatti è autentico, anche il dolore e se si muore dentro l'allucinazione si muore per davvero, diversmente dal Can-D:

Durante la traslazione si potreva commettere un omicidio, qualsiasi cosa, ma dal punto di vista giuridico ogni atto rimaneva una mera fantasia, un desiderio impotente

Mentre durante l'esperienza con la nuova droga, oltre ad essere preda della presenza di Palmer, Bulero rischia di essere ucciso da un mostro (Gluck) creato proprio da Palmer:

Oramai il Can-D è obsoleto. In fondo, che cosa fa?
Ti procura qualche momento di evasione, nient’altro che fantasie. Ma chi le vorrà più? Chi mai ne avrà bisogno, visto che da me potrà avere la cosa autentica? [...]
Per darti prova che è tutto autentico, non c’è nulla che batta il dolore fisico e il terrore. I gluck ti hanno dimostrato molto chiaramente che questa non è una fantasia. Avrebbero potuto realmente ucciderti. E se tu morissi qui, sarebbe davvero la fine. Non è certo come con il Can-D, vero? [...]
Quando su Proxima ho scoperto il lichene, stentavo a crederci. È come se avessi già vissuto cent’anni, Leo, assumendolo sotto la guida dei loro medici. L’ho preso per via orale, per endovena, in supposte... l’ho bruciato e ne ho inalato il fumo, l’ho reso solubile in acqua, l’ho fatto bollire e ne ho respirato i vapori: l’ho provato in tutti i modi possibili e non ne ho ricevuto alcun danno. L’effetto che ha sui proximiani è più blando, nulla di paragonabile a quello che ha su di noi.
Tornati ai nostri corpi precedenti – prego notare l’uso di “precedente”, un termine che non impiegheresti con il Can-D, e a buon motivo, scoprirai che non è trascorso alcun tempo. Potremmo restare qui cinquant’anni e sarebbe la stessa cosa: riemergeremmo nella mia residenza su Luna e troveremmo tutto immutato, e chiunque nel frattempo ci osservasse non scorgerebbe alcuna perdita di coscienza, come invece accade con il Can-D. Nessuna trance, nessuno stordimento. Magari un fremito delle ciglia. Per una frazione di secondo. Questo te lo concedo.

E' la promessa di un nuovo eden e di una vita eterna, una eterna fuga in un mondo che non ha più nemmeno i limiti fisici del plastico e di una storia preimpostata da due bambole, ma un mondo totalmente creato da chi prende la droga e che può durare quanto si vuole senza che nella realtà succeda praticamente nulla.
E' praticamente il mito creatore prometeico realizzato, il claim di Heldritch è irresistibilmente pop:

"Dio promette la vita eterna, io posso fare di meglio: metterla in commercio"

Un claim che come in nel "io sono vivo e voi siete morti" di Ubik si racchiude la sintesi del racconto in modo definitivo, lapidario.

Come in ogni favola però c'e' un "contro", un trade-off: come si accorgerà Leo, la latente presenza di Eldrich incombe nel sogni di chiunque prenda la droga. E' come un deus ex machina che permea i mondi alternativi di tutti quelli che sperimentano la sostanza. E la cosa peggiore è che una volta fuori dalla allucinazione non se ne esce definitivamente dato che i segni (le stimmate) di Eldritch (braccio meccanico, denti, occhi) appaiono ovunque sulle persone che si incontrano

Ecco quindi che il libro nella sua seconda parte diventa un sogno nel sogno, un incubo nell'incubo come in "Nightmare on Elm Street" di Wes Craven non c'e' una vera e propria fuga possibile, la realtà e il sogno si confondono, emergono continuamente i segni dell'incubo. E da qui poi anche una speculazione gnoseologica sul divino e su come potrebbe essere comunicare con il divino.
Durante la sua prima esperienza Barney si trova di nuovo a vivere la sua vita precedente con la moglie che vorrebbe riconquistare, una volta sveglio dice:

«È un mondo illusorio, nel quale Eldritch occupa le posizioni chiave, come fosse un dio, offrendoti la possibilità di fare ciò che in realtà è impossibile fare: ricostruire il passato come avrebbe dovuto essere.
«Non è affatto come un sogno.» È assai peggio, pensò. Più simile all’inferno. Sì, dev’essere proprio così, l’inferno: ripetitivo e implacabile.

In realtà la paura di Leo Bulero che tramite questa nuova droga si nasconda una invasione aliena dei proximiani è errata.
E' piuttosto Palmer che occupa come un Dio tutti i sogni indotti dalla droga.

Quello che ci troviamo ad affrontare, rifletté, non è un’invasione terrestre da parte dei proximiani, esseri provenienti da un altro sistema. A invaderci non sono le legioni di una razza pseudo-umana. No. È Palmer Eldritch. È ovunque, ormai. E non fa che crescere e propagarsi come una gramigna impazzita[...]
Repliche, estensioni di quell’individuo, a popolare tre pianeti e sei lune. Quell’essere è un protoplasma. Si diffonde e si riproduce e si scinde...[...]
Il guaio è che una volta entrato in uno di quei mondi non puoi più sgusciarne fuori. Anche se pensi di essertene liberato, ci sei ancora invischiato. È un accesso a senso unico e, per quanto ne so, io ci sono ancora dentro.[...]
Perché è questo che, potenzialmente, siamo per lui: cibo da ingurgitare. Quella che è tornata da Proxima è un’entità vorace, un’immensa bocca pronta a divorarci.[...]
Forse è successo durante il viaggio di andata, ipotizzò, magari Palmer si è cibato di proximiani per tutti questi dieci anni, e poi, una volta ripulito il piatto, è tornato da noi.

In realtà l'entità che è Eldritch è un essere che come Dio ha sperimentato la solitudine e il suo tentativo di entrare in contatto con l'umano si traduce in questa modalità pervasiva. Ma Mayerson lo rifiuta a tal punto di chiedergli di essere trasformato in un sasso affinchè non possa provare piu' nulla

«Okay! Farò di te un sasso, ti piazzerò in riva al mare, dove potrai restare ad ascoltare il suono delle onde per un paio di milioni di anni. Questo dovrebbe soddisfarti.» Pezzo di idiota!, pensò imbestialito. Un sasso! Cristo!

E il personaggio di Anne un personaggio mistico e religioso, gli ricorda:

«La cosa che si è imbattuta in Eldritch e si è introdotta in lui, la cosa che ci troviamo ad affrontare è un essere a noi superiore che, come dici tu, non possiamo giudicare, e nemmeno possiamo comprendere il senso delle sue azioni o del suo intento: è un mistero che travalica le nostre facoltà. Però so che ti sbagli, Barney. Qualcosa che se ne sta lì a mani aperte e vuote non è Dio. È una creatura plasmata da un’entità superiore, proprio come noi: Dio non è stato plasmato. Dio non è perplesso.»

Altro episodio fondamentale quando Barney incontra una creatura aliena marziana che nonostante sia affamata lo rifiuta in quanto "impuro" proprio perche' vede in lui i segni delle simmate. Parladone con Eldritch in seguito:

«In una mente primitiva» disse Eldritch, «impuro e sacro si confondono. Fusi in un unico tabù.
Sono stato espulso da un sistema stellare – non ti dico quale e mi sono insediato dove quel pazzo, losco e avido affarista del vostro pianeta mi ha incontrato.»
«Vorrei tanto sapere» disse Barney «cosa stavi cercando di fare quando hai introdotto il Chew-Z fra la nostra gente.»
«Perpetuare me stesso» replicò pacatamente la creatura di fronte a lui. A quel punto, Barney alzò lo sguardo. «Una forma di riproduzione?» «Sì, nel solo modo che mi è possibile.» «Dio mio… Saremmo diventati tutti tuoi figli!»

Il libro si arricchisce si riflessioni di questo tipo, inutile estrarre altre citazioni, è un piccolo capolavoro stimolante, che ad ogni rilettura promette nuove intuizioni e le mantiene.

Riassumendo: In un mondo apocalittico su una terra inabitabile ricompare Eldritch un plutocrate tecnologico che ha operato dei miglioramenti su se stesso, che però è posseduto da una creatura di poteri illimitati e quasi divini, un dio capriccioso che ha bisogno a sua volta del contatto con l'uomo e l'umano per non sentirsi solo e che nel farlo manipola la materia dei sogni e la realtà, lo spazio e il tempo, il suo tessuto piu' profondo.
L'eternità e l'immortalità vengono raggiunte attraverso la mistificazione e il circolo della merce, essa stessa materia stessa del sacro, tramite una sua precisa liturgia.
E a fronte di questo scenario da vertigini, la cocciutaggine totalmente umana di lottare e non arrendersi neppure di fronte al fallimento già scritto e inevitabile, un po come la lotta contro l'entropia e la morte stessa.

Già questo materiale e il suo stile fanno di questo libro uno dei capolavori del 900 che riesce ad essere attuale ancora oggi.

Alla fine la chiusura del libro si ricollega all'inizio diventando il romanzo stesso un esempio circolare di una storia che riemerge e che non si esaurisce.

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